.
Annunci online

  A_Sinistra [ "Istruitevi, perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza" ]
         

>

Mi chiamo Andrea Cavaletto, sono nato il 2 Giugno 1986. Eletto all'Assemblea Costituente Nazionale del PD nella lista "A Sinistra per Veltroni", mi occupo di comunicazione e politiche giovanili nella segreteria di federazione del PD del Canavese e sono membro del direttivo del circolo di Rivarolo Canavese (TO)

"PENSARE AGLI ALTRI OLTRE CHE A SE STESSI,

AL FUTURO OLTRE CHE AL PRESENTE (Vittorio Foa)


Le mie pagine:









"Il riscatto e la liberazione dei giovani - degli uomini - presuppone un impegno individuale, della singola persona, il rispetto delle sue propensioni e vocazioni, delle sue specifiche preferenze e aspirazioni personali nei vari campi: ma si realizza pienamente e duraturamente solo attraverso un sforzo collettivo, un'opera corale, una lotta comune. Insomma ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno" (Enrico Berlinguer, 1981)



a href="http://blog.libmagazine.eu">

Visitor Map
Create your own visitor map!
My Micro Stats





26 ottobre 2008

CLASSI-GHETTO PER STRANIERI, IL FINTO BUONISMO PADANO E LA REALTA'

E' tema di dibattito in questi giorni nel Paese la questione delle classi-ghetto per i bambini ed i ragazzi stranieri, a seguito dell'approvazione da parte della Camera della mozione 1-00033 sulle "Classi d'inserimento per extracomunitari" presentata dal leghista Cota. La maggioranza dell'opinione pubblica italiana ha colto il senso della legge desumendolo dai telegiornali e dai proclami leghisti, interpretando questa proposta come l'istituzione di corsi integrativi di lingua italiana per bambini stranieri onde evitare le difficoltà di apprendimento dei programmi scolastici a cui essi vanno incontro essendo privi della conoscenza dell'italiano, ed evitando a tutti i bambini, italiani e stranieri, il rallentamento della didattica conseguente a questa empasse dei loro compagni stranieri. Se la questione fosse posta in questi termini sarebbe piuttosto condivisibile, ed aiuterebbe i propositi di integrazione, per i quali la scuola, come luogo di creazione di cittadinanza attiva e di rapporto con gli altri, deve essere senza dubbio in prima linea: in questi anni la scuola ha dimostrato di esserlo in moltissime realtà dove l'afflusso di immigrati ha costruito una società multiculturale.

In realtà la mozione impegna il governo a istituire, per gli alunni stranieri che non superino un test di ammissione, "classi di inserimento"; solo una volta superate queste classi il bambino può essere inserito nelle normali classi con i compagni italiani. Questo "inserimento" dovrebbe durare un anno ma anche di più, secondo gli stessi ideologhi che hanno formulato la mozione: ma si tratta pur sempre, specifica il testo di una "discriminazione positiva transitoria a favore dei minori extracomunitari", e l'arzigogolata e contraddittoria espressione, scritta con intento fintamente buonista, non riesce a coprire la realtà che il testo della mozione ci consegna e che le recenti dichiarazioni di Cota ed altri confermano: ovvero, non si tratta di corsi integrativi che si svolgono oltre l'orario delle normali lezioni nelle classi "miste" che conosciamo, al contrario si creano delle "classi ghetto", riempite con bambini extracomunitari che non superano il test d'ammissione. I bambini dovrebbero imparare l'italiano in 1 o 2 anni stando tra in classe solo con altri extracomunitari: fino a che i bambini, che stanno tra loro e magari non parlano ancora italiano in casa perchè di recente immigrazione, non imparano la lingua, conversazione e grammatica, ad un livello adatto ad essere reintrodotti tra i normodotati, rimangono in questa fase di "separazione". Qualcuno tra i fazzoletti verdi parla anche di motivi di "efficienza" dell'apprendimento, che fanno sorgere al sottoscritto inquietanti pensieri sul futuro della presenza di alunni diversamente abili nelle classi cosidette "normali" che una certa cultura della destra padana prefigurano (non a caso in finanziaria si è cominciato a tagliare anche sugli insegnanti di sostegno, meno ore per alunno).


Oltre che inutile, dannosa ed incivile è una scelta ridicola, perchè chiunque abbia vissuto almeno una di queste situazioni sa che l'interazione sociale, il dialogo tra bambini in classe permette di dimezzare i tempi di apprendimento di qualsiasi lingua: la più grande palestra linguistica sono il gioco e la comunicazione con gli altri bambini. Certo, corsi integrativi vanno fatti per permettere ai bambini stranieri di mettersi progressivamente al passo con gli altri compagni: ma questa mozione prefigura tutt'altro, ed è bene che si sappia tra quella "maggioranza silenziosa" (in parte partecipe della cultura xenofoba, in parte semplicemente disinformata) che ha accolto con favore la proposta di Cota.

Per chi arrivato a questo punto avesse ancora dubbi sugli intenti della mozione leghista, lascio questo stralcio dell'intervento della signora Goisis(Lega) alla Camera sulla questione:
"Come posso pensare che nelle mie classi i bambini e i ragazzi non debbano studiare la storia della Serenissima, che non possano studiare la battaglia di Lepanto? Il 7 ottobre abbiamo celebrato la festa della Madonna del Rosario, festa che è stata istituita proprio a seguito della battaglia di Lepanto. Noi queste cose non le tolleriamo più. Non permetteremo assolutamente che questo succeda (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)! Anzi, avanzeremo un’altra proposta: che a fianco della Costituzione venga regalata a tutti i bambini e a tutte le scuole italiane anche la Bibbia e magari il Vangelo, perché questa è la nostra cultura, questi sono duemila anni di storia che abbiamo alle spalle e che non possiamo cancellare."




23 ottobre 2008

DISINFORMACIJA: BUGIE DI REGIME SULLA PROTESTA STUDENTESCA



Certe cose non ti aspetti che possano accadere nella tua Italia. Certe cose le immagini accadere in Paesi ostentatamente dittatoriali, certe cose ti ricordano le immagini di piazza Tienanmen viste sin da piccolo sui libri, certe cose ti fanno incazzare perchè la gente, inconsapevolmente, gettata nel contesto, finisce per non distinguere più le bugie dalla realtà.

Mentre Renato Farina, noto giornalista di Libero fino a poco tempo fa al soldo dei servizi segreti per colpire la "black list" del centrosinistra, scriveva un editoriale dal titolo "Chiamate la polizia" in cui si affermava che "se gli studenti non obbediscono, qualche calcio nelle palle molli sarà il prezzo giusto per ripristinare la legalità democratica e repubblicana", Studio Aperto ha pensato bene di orchestrare una campagna fatta di bugie, finalizzata a persuadere gli italiani che a protestare sarebbero quattro gatti spelacchiati ed estremisti, e non il corpo studenti in maggiori o minori percentuali a seconda dei vari Atenei italiani. Striscia la Notizia ha svelato, oltre le mie aspettative, l'inganno di regime, dimostrando invece come la destra al governo tenti di assuefare l'opinione pubblica con clichè e luoghi comuni degni delle peggiori discussioni da osteria.

Per non parlare poi dei soliloqui a reti unificate in cui Mariastella Gelmini sposta l'attenzione dalle critiche sui tagli, sul blocco della ricerca e sulle privatizzazioni alla bella ramanzina sul maestro unico e sul grembiulino, tattica degna del miglior KGB di Putiniana memoria. Mi ricorda il passo di un libro di Terzani che, arrivato in una repubblica sovietica da poco indipendente, nota la miseria dilagante nelle strade e nelle case, che contrasta con le immagini di tavole imbandite, grandi cerimoniali e telenovelas di alto borgo sulla "gente come noi" alla televisione. La logica è la stessa, creare una realtà parallela e rassicurante, dove non esistono proteste se non di una minoranza di facinorosi, non esiste alcuna crisi economica nè alcuna emergenza razzismo. Sono i media , bellezza.

Qui di seguito il video di Striscia la Notizia, nota trasmissione bolscevica come tutti bolscevichi sono chiaramente gli studenti che protestano in tutta Italia in questi giorni.

P.S. Non mi posso esimere dal citare un post di un'ironia geniale, di Peppe Genchi"Ma questo si sa, non è un governo autoritario. Democraticamente  e civilmente "manderà" la polizia nelle scuole. E' una grande prova di dialogo. Mica i manganelli dei poliziotti possono imparare il loro mestiere senza la pratica. Lo diceva la mia maestra. La teoria ma soprattutto la pratica."





14 ottobre 2008

E' NATA YOUDEM. RIFLESSIONI SULLA TV DEL FUTURO E SULLO SPETTATORE ATTIVO


Oggi, 14 ottobre 2008, ad un anno esatto dalle primarie che sancirono la nascita del Partito Democratico, nasce Youdem, la Tv dei democratici.

Se gli ultimi vent'anni sono stati terreno della progressiva egemonia culturale della tv generalista e in molti casi della tv spazzatura, brodo di coltura sotterraneo ed incredibilmente efficace dell'idelogia del berlusconismo
, oggi internet ed i canali digitali e satellitari cominciano a presentarsi come sorgenti "alternative "di informazione e di intrattenimento. Con "alternative" intendo depositarie di un altro approccio alla fruizione di contenuti televisivi.

La differenza sostanziale, e se vogliamo politologica, insita nella "rivoluzione di Youtube", che soprattutto noi giovani siamo stati capaci di cogliere fin dal primo momento, sta nella possibilità di scegliere i contenuti da seguire in base ai propri interessi e di proporre contenuti agli altri utenti, secondo un metodo di scambio delle informazioni orizzontale e non più verticale: da soggetti passivi gli spettatori diventano in poche parole soggetti attivi. E' un concetto che inquieta, come è naturale, la destra italiana e mondiale, perchè se trasferito dai media alla politica ripropone l'odiata categoria dell'isonomia degli antichi, inaccettabile per i conservatori, sostenitori della gerarchia e, più recentemente, di una "democrazia ribaltata" secondo la direzione dall'alto al basso della piramide decisionale: nell'isonomia, che in greco significa letteralmente "eguaglianza di leggi" (e quindi della possibilità di decidere), la metafora della piramide lascia il posto alla circonferenza fatta da punti equidistanti dal centro, simbolo della possibilità per ogni cittadino di contribuire alla politeia, la cosa pubblica. Ora, chiaramente essendo questa caratteristica della democrazia degli antichi inapplicabile in pieno nel processo di formazione delle decisioni caratteristico della nostra democrazia, per ovvi motivi demografici e di complessità sociale coi quali non sto qui a tediarvi, essa può risultare però essenziale in alcune sfere la cui autonomia garantisce il buon funzionamento della democrazia: tra queste c'è la sfera economica (qui uguale possibilità di accedere alle informazioni, perciò punibile l'insider trading) e la sfera mediatica. Le potenzialità dei media possono essere gestite ed utilizzate in modo compatibile con la democrazia solo applicando loro il principio dell'isonomia: se ciò non succede, se cioè continuassero a prevalere le logiche che finora hanno guidato la tv generalista, ci troviamo di fronte a ciò che Bobbio lamentava spesso, ovvero una finzione che ci vorrebbe spettatori attivi ma il cui potere, cioè quello di cambiar canale, è in realtà nullo se paragonato a quello di coloro che decidono a scatola chiusa tra quali canali possiamo scegliere, alter non datur.

Alcune di queste riflessioni ci possono forse far capire il perchè Mediaset (ovvero il braccio "culturale" in senso lato del berlusconismo) ha intentato una causa a Youtube per i propri contenuti selezionati e messi in rete: vicino alla insignificante questione dei diritti di copyright ce n'era una molto più scottante, cioè la possibilità per gli utenti/spettatori di filtrare e analizzare criticamente tutto ciò che qualcuno vorrebbe fosse assimilato passivamente.




10 ottobre 2008

CRONACHE DI UN AUTUNNO ITALIANO: LA CRISI, LE BUGIE, LE MANIFESTAZIONI (E LA GIOVANILE DEMOCRATICA)

- Wall Street apre ancora in picchiata, con un -8% ai primi scambi, poi recupera in modo altalenante: le borse europee vanno ancora in perdita di qualche punto percentuale, in tutto il vecchio continente si assiste a piani di nazionalizzazione, seminazionalizzazione delle banche e garanzia sui depositi. La rinascita dello statalismo sotto altre vesti l'ha stigmatizzata bene oggi Ilvo Diamanti nelle sue "Bussole": "Questo Stato non rimpiazza il mercato, ma lo soccorre. Sostiene le banche più delle scuole. Le borse molto più della sanità. E non promette più benessere sociale (come potrebbe?), ma sicurezza individuale. Sorveglia il nostro mondo, affronta le paure - senza dissolverle. E' lo Stato al servizio dei privati. Lo Stato che stigmatizza gli "statali" (fannulloni) e i servizi "pubblici" (inefficienti). Per cui non riesce a curare la nostra inquietudine, ma, anzi, la alimenta. Né può ricostruire la nostra fiducia. In noi stessi, nelle banche e nello Stato. Quando lo Stato è "stato": ridotto a un participio passato, d'altronde, come è possibile affidargli il nostro futuro? E come credere nella sua forza, quando, per decenni, se ne è recitato il declino, anzi: la fine? Quando la globalizzazione - mitica - ne ha indebolito poteri e legittimità? Quando la finanza senza confini e senza bandiere ne ha fatto un dio minore: come si può pretendere che oggi possa fare miracoli? sconfiggere il panico finanziario? Ergersi al di sopra della paura? E' uno stato di necessità: non ha il fisico, tanto meno il carisma per recitare la parte del Leviatano."                                                                                                                                                                            
- Tutto questo mentre l'FMI lancia l'allarme: "l'economia mondiale rischia la recessione." Per chi ha avuto il piacere di leggersi "Il capitalismo ha i secoli contati" di Giorgio Ruffolo, o "Supercapitalismo" di Reich, sono tutte scene già immaginate, in qualche modo già viste: la finanziarizzazione, cioè l'abitudine di un sistema a reggersi non più sulla produzione di cose ma sui titoli ad essa legati (in parallelo con una selvaggia deindustrializzazione e terziarizzazione) spingeva da tempo più d'uno a porsi la questione relativa alla sostenibilità di una tale forma assunta dall'economia mondiale. Le prime, piccole crisi, dovute a bolle speculative scoppiate nel bel mezzo di periodi apparentemente tranquilli avrebbero dovuto fungere da allarme. A tutto questo basta come risposta la nazionalizzazione? Era possibile intervenire sulle regole evitando il crescere di una situazione potenzialmente distruttiva?                                                                                                                                                   
- Berlusconi annuncia un vertice urgente negli Stati Uniti sulla crisi, al quale avrebbe preso parte tra i potenti della terra: la Casa Bianca smentisce immediatamente. La si definirebbe una figuraccia internazionale, se non fosse che l'eco mediatica in Italia della smentita da parte del palazzo del potere della più grande potenza del mondo sia stata, volontaramente e scientificamente, pressochè ridotta allo zero. Una bugia propagandistica degna del miglior autocrate che, in poche parole, resterà sempre una verità agli occhi di decine di milioni di italiani.  

                                                                               
- Oggi Torino si è riempita di 30.000 ragazzi delle scuole medie superiori e dell'università, che come il sottoscritto hanno manifestato contro quell'accozzaglia di tagli e privatizzazioni che la destra vorrebbe far passare come riforma Gelmini. Ho notato che c'è un buon grado di consapevolezza tra gli studenti dei danni che questi provvedimenti potranno infliggere alla scuola pubblica, e c'è una certa voglia di tornare a battersi per il diritto allo studio e la meritocrazia, al di là della Gelmini. Intanto la presidente Mercedes Bresso ci comunica che la prima conseguenza dei provvedimenti della Gelmini in Piemonte sarà la chiusura di 816 istituti, soprattutto naturalmente nelle zone più periferiche della regione. E questa, per chi si dice paladino del federalismo, è una bella contraddizione che speriamo si sveli presto nella sua interezza agli occhi dei piemontesi.                                                                                                 
- Ultimo flash, sulle primarie della Giovanile Democratica per le quali ci stiamo preparando. Pare che slittino, su richiesta dei candidati segretari, dando più tempo per permettere di organizzare l'evento sui territori con pubblicizzazione e campagna adeguate al passo che stiamo per compiere. Lunedì 13 alle 16 in punto Fausto Raciti sarà a Torino, a Palazzo di Città, per presentare la sua candidatura a segretario nazionale della giovanile del PD, vi raccomando di non mancare. Alle 20,30, sempre a Torino, al The Beach presso i Murazzi, ci sarà una serata dell'associazione "Turin for Obama", con ospiti illustri, americani e non. Si attende un messaggio da Barack, per il quale incrociamo tutti le dita delle mani (e dei piedi se necessario) da mesi.




6 ottobre 2008

40000 IN PIAZZA A TORINO CONTRO LA RIFORMA GELMINI.

Gli organizzatori ne prevedevano 10.000; ne sono arrivate 40.000 di persone, sabato in piazza Castello a Torino, a protestare contro i provvedimenti legislativi voluti dal neo ministro Mariastella Gelmini che devastano il sistema di istruzione nazionale. Il mondo della scuola e della ricerca è sceso in campo di fronte a tagli, privatizzazioni e meccanismi di razionalizzazione insensati pianificati dal governo Berlusconi con l'intento di distruggere la scuola pubblica essenza della democrazia e del libero sapere, sostituendola sempre più con gli antivalori elargiti a piene mani dalle sue televisioni.

Per una sintesi accurata della controriforma che sta per essere avviata, pubblico qui di seguito il pezzo di Francesca Dighera su Localport.

P.S. Ho una sola domanda: come è possibile - e qui mi rivolgo in particolare a coloro che hanno più volte definito "puramente correntizia" l'azione politica di alcuni esponenti piemontesi di una ben nota area culturale - che Stefano Esposito fosse l'unico parlamentare del PD ad essere in piazza, se non l'unico dirigente regionale di rilievo? A voi il giudizio.

"Il piano prevede la riduzione delle ore di lezione in tutti gli ordini di scuola, nella scuola dell’infanzia si potrà effettuare solo il turno antimeridiano, dalle 8.30 alle 12.30; nella scuola primaria il ritorno del maestro unico comporterà la scomparsa dei Moduli e del Tempo Pieno (eventualmente soppiantato da un doposcuola), e la riduzione dell’orario settimanale a 24 ore dalle attuali 30 (dei moduli) e 40 (del tempo pieno). 

Nella scuola media ci sarà la riduzione dell’orario settimanale a 29 ore dalle attuali 32-33; verranno eliminati i posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria; nella scuola superiore la riduzione dell’orario settimanale sarà a 32 ore per gli Istituti tecnici e Professionali (dalle 36-40 attuali) e a 30 per i Licei (4 anni invece di 5). In tutti gli ordini di scuola si parla di un innalzamento del rapporto alunni/classe dello 0,40% (che comporterà in alcuni casi un aumento di 4-5 alunni per classe), fino a 28 alunni in classi con alunni portatori di handicap. 

E poi, ancora: blocco delle assunzioni dei precari, accorpamento delle classi di concorso e una riduzione complessiva di oltre 150.000 posti (87.000 docenti e 44.500 personale Ata). Altro che parlare di ritorno del grembiule o del voto in condotta: la situazione è ben peggiore. Parlare di 24 ore settimanali per la scuola primaria vuol dire svolgere 4 ore di lezione al giorno dal lunedì al sabato. Il resto (se ci sarà) sarà affidato o a cooperative o a maestri in esubero, che organizzeranno corsi a pagamento. 

Risultato: i bambini avranno un maestro di riferimento e una miriade di altri insegnanti (e compagni, perchè naturalmente per i corsi pomeridiani le classi verranno accorpate). Chi potrà, sceglierà i corsi migliori (più costosi) dentro o fuori la scuola, gli altri si arrangeranno. Oppure si andrà a casa a pranzo, come 30 anni fa, a scapito delle mamme lavoratrici. 

A tutto questo si aggiunge il Decreto legge Aprea che parla di trasformazione delle scuole in fondazioni: scompariranno i consigli di istituto o di circolo, per far posto a consigli d'amministrazione, ovviamente presieduti da chi deciderà di finanziare le scuole. Una vera e propria distruzione della scuola pubblica. "



sfoglia     settembre   <<  1 | 2  >>   novembre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom